LA COSTITUZIONE CHE VORREI…?

Il 4 dicembre non ci daranno una scheda bianca dove scrivere: “la Costituzione che vorrei…” Dovremo scegliere tra rimanere come siamo o fare un necessario cambiamento per avere un parlamento più efficiente e un federalismo vero e responsabile.

La riforma Costituzionale è una proposta per me chiara e convincente: ascolto le ragioni del no e trovo mille critiche e modelli contrastanti tra loro, incompatibili e astratti. La destra non la vota perché troppo federalista, altri perché troppo centralista, altri perché quella che abbiamo sarebbe perfetta: un caos che non ci possiamo permettere. Il Sì invece ha fatto lo sforzo di superare le visioni personali e proporre quello che da trent’anni tutti han dichiarato a turno di volere senza mai riuscirci: è ora di cambiare davvero!

Negli ultimi giorni, a quello di diverse altre rappresentanze datoriali e sindacali della società italiana, anche Confcooperative ha deciso di assumere una posizione a favore delle ragioni del Sì, a favore del processo di riforma del nostro Paese. Il Sì di Confcooperative restituisce ai contenuti della riforma la carica civile e sociale che hanno da prima che il Parlamento se ne occupasse, aiutandoci a rileggere l’importante appuntamento del 4 dicembre con le giuste lenti.

Non è in ballo l’ennesimo scontro politico tra partiti litigiosi; è in ballo il desiderio degli italiani di ammodernare il paese e liberarsi di quelle zavorre che appesantiscono l’impresa, uccidono il lavoro, tolgono speranza ai giovani.

mauroPer questo motivo apprezzo davvero molto i tentativi dei tanti che, in questi giorni, si stanno impegnando per smontare razionalmente, ad una ad una, tutte le motivazioni del no. Non sempre le si può chiamare “ragioni”: qualche giorno fa lo ha detto molto bene anche la collega Anna Finocchiaro: dal fronte del NO vengono dette molte bugie, perché quello attuale per loro è il migliore dei mondi possibili. Per loro non vale nemmeno la questione della “Costituzione che vorrei…”: a loro interessa soltanta lasciare tutto com’è, con le sue storture, i suoi ritardi e le sue iniquità.

Da qua al 4 dicembre è necessario riuscire ad entrare il più possibile nel merito della riforma, affrontando con calma e razionalità tutti i punti: come spiega Piero Cecchinato in questo interessante articolo, è possibile confutare una per una tutte le motivazioni del no.

Più passa il tempo più sono convinto che chi legge per bene la riforma, informandosi attentamente, non può che convenire che si tratti di un passo avanti fondamentale per il nostro Paese: non lasciamocelo scappare!

 

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