RIFORMA COSTITUZIONALE: Sì E NO A CONFRONTO A TELEMONTENEVE

Nelle ultime settimane sempre più cittadini si stanno interessando e chiedono di essere coinvolti, poter discutere e conoscere di più la riforma costituzionale: ho accettato dunque ben volentieri l’invito di TeleMonteneve a Livigno per un confronto col presidente della Provincia Luca Della Bitta e il sottosegretario di Regione Lombardia Ugo Parolo, entrambi sostenitori del no alla riforma.

Abbiamo avuto un confronto molto franco in cui diverse “bufale” del no sono venute a galla e sono
state riconosciute delle cose molto importanti:

  1. la specificità montana è una traguardo storico, la base sulla quale costruire un percorso di maggiore autonomia con Belluno e Verbania.
  2. se passa il sì la specificità montana nella Delrio sarà pienamente costituzionale, e nessuno potrà toglierla pena il rischio dell’incostituzionalità di quanto verrà fatto.

La nota dolente è che sembra non abbiano ben compreso le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che pochi giorni fa a Sondrio ha smentito i timori che tanti cercavano di diffondere, maldestramente, per la Valle.

Da parte mia, ho voluto nel mio intervento finale rivolgermi ai valtellinesi e valchiavennaschi:

è la nostra occasione storica.  la prima volta che qualcuno mette nero su bianco un percorso di autonomia per la Provincia di Sondrio. Ora o mai più, non ci sarà un’altra chance… Ma soprattutto dobbiamo votare sì perché pensiamo al bene del nostro Paese, vogliamo che diventi moderno e cessino le rendite di posizione. Se fossimo già nella nuova Costituzione e proponessimo di tornare a quella di prima, credo che i cittadini insorgerebbero: vuoi tornare a quasi mille parlamentari in due camere che fanno la stessa cosa?

Nella playlist di TeleMonteneve qua sotto potete rivedere integralmente l’intervento del professore Bruno di Giacomo Russo e il confronto tra me, Ugo Parolo e Luca Della Bitta.

P.S. Una nota a margine: è stato un peccato che il presidente Della Bitta (presidente della Provincia e presidente di uno dei Comitati per il NO locali) abbia provato a dare la colpa allo Stato di un presunto “mancato ascolto” delle zone montane, in particolare della nostra provincia. Negli ultimi mesi gli ho scritto e recapitato personalmente due lettere molto importanti: la prima sul tema dei frontalieri, la seconda proprio sulla riforma costituzionale e gli effetti sui territori montani... Non ho mai avuto risposta.

 

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