DA FAENZA A BELLUNO PARLANDO DI REFERENDUM

Non si fermano gli appuntamenti, lungo tutta la Penisola, per incontrare cittadini e discutere con loro della riforma costituzionale: da Faenza a Belluno, passando per Bologna, fino a tornare in Valtellina oggi.

Due giorni fa sono stato a Faenza, ospite dell’amico e collega Stefano Collina, davanti a una sala gremita di giovani interessati a capire meglio cosa prevede la riforma costituzionale: parlando al termine del confronto molti di loro mi han manifestato la necessità di comprendere e farsi un’opinione propria, e l’oggettiva fatica che ciò comporta.

Parlando con loro ho notato anche un certo scetticismo di riuscirci fino in fondo: “Come possiamo fidarci fino in fondo delle cose che ci avete detto, per il sì o per il no?”

RFAENZA SIiconosco questa fatica e ancor più riconosco lo sforzo di chi è venuto e si pone queste domande: per questo, vista la platea, ho deposto il solito ‘comizio’ e cercato di illustrare un metodo da utilizzare in questa ricerca, che potete trovare qua.

Vedere così tante persone è stata certamente una bellissima iniezioni di fiducia e uno stimolo a fare sempre meglio per informare e scendere davvero nei contenuti e nelle motivazioni alla base di questa riforma.

Ieri invece mi sono diretto a Belluno, dove con i colleghi di cordata Borghi e De Menech abbiamo voluto lanciare un messaggio chiaro: la riforma costituzionale è un appuntamento storico per le province montane.  Ho provato a stimolare il pubblico con una domanda:

“Se provassimo ad invertire le parti e vi proponessi di passare da un Senato eletto dai territori, ad un Senato composto da 315 persone che svolge esattamente le stesse funzioni della Camera, sarei subissato di fischi, non credete?”

Credo che questo esercizio possa fare bene a tutti quelli che sono ancora indecisi!

Per i valtellinesi e i valchiavennaschi ho ribadito che non c’è nulla da temere dalla riforma, anzi: recentemente ho avuto anche modo di tornare sulla questione in uno scambio di idee con il professore Ciapponi Landi (qua la mia risposta alla sua lettera aperta). Ieri nel suo intervento a Belluno il costituzionalista Stefano De Nardi ha brillantemente illustrato quali sono le motivazioni per le quali è necessario votare sì al prossimo referendum, specialmente per gli abitanti delle province montane. 

Qua sotto potete vedere il riassunto del mio intervento a cura del Comitato Nazionale Basta un sì.

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