#FINALMENTE, APPROVATA LA RIFORMA COSTITUZIONALE!

11988564_1703589409865110_649854258690623644_nIl voto di oggi rappresenta la fine del bicameralismo paritario, una proposta che per decenni hanno fatto in molti senza mai andare fino in fondo: è il coronamento di quanto come Ulivo prima e come Partito democratico poi abbiamo sostenuto.

In questa seconda lettura hanno votato a favore 179 senatori.

Tra le principali novità apportate con questa lettura vi è l’articolo 30, che grazie a un emendamento presentato con altri colleghi del PD, ha introdotto il concetto di “regionalismo differenziato”: una procedura precisa che permette, alle Regioni “virtuose” (quelle in equilibrio di bilancio), di intraprendere un percorso di discussione con lo Stato per ottenere ulteriori forme e condizioni di autonomia in materia di politiche sociali e del lavoro, commercio estero, governo del territorio, istruzione e ordinamento scolastico, cultura e turismo.

Questa riforma va anche a correggere alcune storture procedurali che avevano, nel tempo, fortemente limitato gli istituti di partecipazione democratica diretta, quali i referendum e i disegni di legge di iniziativa popolare.

Nel primo caso, qualora la raccolta firme superi le 800.00 adesioni, per la validità della votazione non sarà più necessario che metà degli elettori si rechino alle urne, ma solo la metà degli elettori delle ultime elezioni politiche. Per i disegni di legge di iniziativa popolare si alza il numero di firme necessario per la presentazione (da 50.000 a 150.000 firme), ma il Regolamento della Camera indicherà tempi precisi per la trattazione: al giorno d’oggi invece quasi tutti questi ddl vengono “dimenticati” in qualche cassetto, e mai discussi. Si tratta di un grande passo nella direzione di un maggior coinvolgimento dei cittadini, parallelamente all’azione legislativa dei loro rappresentanti.

I rappresentati delle Regioni e dei Comuni entreranno finalmente all’interno del processo decisionale, concorrendo con i deputati alla formazione delle leggi in diverse materie: ora la riforma dovrà affrontare il vaglio dei colleghi della Camera: se non apporteranno modifiche, tra tre mesi toccherà ancora a noi senatori confermare col nostro voto la volontà di cambiare questo paese, a partire dalle istituzioni centrali.

votazione finale riforma cost. senato 13.10.15

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