GENERAZIONE ERASMUS, INVESTIRE SUL FUTURO DELL’EUROPA (ANCHE PARTENDO DALL’ITALICUM)

L’Aula ha approvato oggi l’emendamento all’Italicum a firma mia e dei colleghi Cociancich e Marcucci che permette il voto alle elezioni politiche anche per chi si trova temporaneamente all’estero.

Finalmente abbiamo vinto una grande e importante battaglia di civiltà: i nostri connazionali che si trovano temporaneamente all’estero potranno votare per corrispondenza, senza esser costretti a tornare in Italia. C’è un motivo serio se viene chiamato “emendamento Erasmus” ed è stato salutato con favore da tutti i principali network studenteschi italiani.

Il provvedimento infatti  è nato per restituire il diritto di voto agli studenti Erasmus, che fino ad oggi erano costretti a tornare in Italia per il voto: seguendo poi le tante indicazioni ricevute, abbiamo esteso tale possibilità a tutti coloro che si trovino all’estero per motivi di studio, lavoro o salute, per un periodo superiore ai tre mesi. Ora ci sarà tempo per studiare a fondo le soluzioni previste e provare a intervenire per migliorarle.

L‘Italicum (legge 52/2015), attraverso l’inserimento di un nuovo articolo (il 4-bis) alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, che disciplina l’esercizio del diritto di voto per gli italiani all’estero, introduce la possibilità di votare “per i cittadini italiani che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche, si trovano, per un periodo di almeno tre mesi (…) in un Paese estero in cui non sono anagraficamente residenti (art. 2, comma 37)”.

Sono stato davvero molto colpito dalle numerosissime attestazione di stima e supporto ricevute in queste settimane da moltissimi giovani, spesso della nostra provincia, che non hanno potuto votare alle ultime elezioni. In particolare è stato davvero importante il supporto del Network italiano degli Studenti Erasmus, che qualche mese fa aveva lanciato la campagna #GenerazioneSenzaVoto (http://www.esnitalia.org/generazionesenzavoto), capace di raccogliere decine di migliaia di firme in tutta Italia.

Non è stato un percorso facile: ci sono stati diversi ostacoli tecnici legati sia alla segretezza del voto che alla sua tempestività. Il Partito democratico ha però insistito a fondo su questo tema: grazie anche al pieno supporto del Governo e al personale impegno del premier Matteo Renzi, siamo riusciti ad elaborare un testo che tenesse insieme le esigenze di chi finora doveva tornare in Italia per votare e le garanzie di segretezza, libertà e uguaglianza del voto previste dalla Costituzione.

Il nostro Paese era rimasto uno dei pochi in Europa a negare la partecipazione elettorale alle migliaia di connazionali che si trovino all’esterno per periodi limitati. Anche per questo motivo quello conseguito è un grande risultato, che premia soprattutto l’entusiasmo e il coraggio delle migliaia di nostri giovani che ogni anno si recano all’estero per costruire un pezzo del proprio futuro: ora continua il nostro impegno per rendere l’Italia sempre più europea e l’Europa sempre più una casa di tutti.

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