Il PD ha nel suo DNA la partecipazione e la democrazia

Fin dalla sua nascita il PD porta in sé il peso della nobiltà che si è dato con il proprio nome, il destino impresso nel suo DNA impiantato in una società malata proprio nella sua essenza di partecipazione e DEMOCRAZIA.
Suo malgrado, o per sua esplicita missione, oggi il PD si trova ad essere pilastro portante del governo cui sono affidate le sorti del Paese. Si trova ad offrire, attraverso le sue primarie aperte, l’occasione estrema alla politicaper dimostrare credibilità e capacità. Il suo nuovo segretario, @matteorenzi, sembra esserne pienamente consapevole quando riconosce che in tre milioni hanno votato non tanto e solo per lui, ma per consentire questa ‘ultima chiamata per l’Italia’.

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Come spesso succede, la storia si diverte a far coincidere gli opposti, a far incontrare al crocevia più arduo e difficile una classe politica, debole, fiaccata, in un rinnovamento incompiuto con le esigenze di un paese mai così pericolosamente in bilico nella sua storia repubblicana.
Il PD e il suo nuovo segretario sanno esattamente che il momento è Adesso, che gli strumenti vanno usati subito e bene, si tratti di nuova legge elettorale, riforma della politica o del lavoro, fine della legislatura o rinnovo della fiducia.

Fuori dai tatticismi di palazzo in cui la politica si è trincerata, il compito che tocca ora al PD è chiaro a tutti: guidare con fermezza il Paese fuori da questa crisi pericolosa e individuare senza esitazione il punto esatto in cui fargli compiere una decisa virata, di quelle che ti rimettono con il vento in faccia di bolina.

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