LA CORTE COSTITUZIONALE: L’ITALICUM SOPRAVVIVE, SI PUÒ VOTARE SUBITO

La sentenza della Corte Costituzionale, della quale sarà interessantissimo leggere le motivazioni non appena saranno note, dice con chiarezza due cose che da subito le dichiarazioni dei politici e i pareri degli opinionisti tendono e tenderanno a nascondere o a negare.

La prima, macroscopica, è che l’impianto dell’Italicum resta completamente in vita. Se ne va il ballottaggio: fondamentale se fosse passata la riforma costituzionale, inutile e contraddittorio con due camere, come scrivevo parlando di leggi elettorali. Del tutto ininfluente la questione delle candidature multiple; restano il premio di maggioranza, i capilista,  i collegi, gli sbarramenti, la doppia preferenza di genere.

La seconda, puntualizzata dallo stesso comunicato della Corte Costituzionale, è che – come era ovvio che fosse – la sentenza è autoapplicativa, ovvero consente di utilizzare da subito la legge che ne deriva, senza ulteriori interventi del parlamento.

 

Quindi si può andare subito al voto? La risposta è Sì.

Sarebbe ancora ragionevole, come chiedono in tanti, armonizzare ulteriormente le due leggi di Camera e Senato, sebbene la sentenza le abbia molto omogeneizzate: sarebbe ragionevole sia per facilitare la scelta dell’elettore, sia per tendere ad avere nelle due Camere esiti simili che poi favoriscano la creazione di una maggioranza e la nascita di un governo.

downloadSarebbe ragionevole e il tentativo andrà operato, ma la ragionevolezza non è certo garanzia di successo, di questi tempi. Per questo motivo non credo che questo tentativo sarà destinato al facile successo, per tutta una serie di motivi e veti incrociati che difficilmente emergeranno nella loro chiarezza: ne vedremo semmai l’esito nel continuo protrarsi della ricerca di un accordo, sempre a portata di mano, ma mai raggiunto (si veda la precedente legislatura).

Giusto provarci, ma sarebbe ipocrita continuare a rilanciare coprendo difficoltà che agli occhi di chi scrive appaiono già ora insormontabili. Pertanto, chi ritenesse di dover andare alle elezioni, esca subito allo scoperto: ci si dia un tempo ragionevolmente breve per trovare una soluzione, ma si sappia con chiarezza che non sarebbe utile continuare a spostare in avanti il traguardo.

 

Come si potrebbero armonizzare le due leggi elettorali?

Ci sono due possibilità realistiche: adottare una legge nuova, già collaudata, per entrambe, ovvero il Mattarellum (come propone il PD) oppure adottare ulteriori correttivi minimi al “Consultellum”, la legge elettorale rimasta al Senato dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul deprecato “Porcellum”.

Entrambe strade sono in salita, ma tecnicamente percorribili.

Resta paradossalmente sullo sfondo il tema più importante: perché si dovrebbe andare ad elezioni anticipate? Per noi la risposta è chiara: perché avevamo un progetto di riforma per il paese che è stato bocciato al This image has been resized with Reshade. To find out more visit reshade.comreferendum e vogliamo subito ripartire con le riforme da una posizione forte e legittimata. Non si dimentichi che la riforma Costituzionale è stata votata per ben 6 volte dal parlamento e quindi è giusto cercare un rinnovamento.

Per alcune forze di opposizione, in realtà, al di là delle dichiarazioni di facciata, potrebbe anche essere conveniente guadagnare tempo, nella convinzione che il tempo giochi contro il governo pro-tempore, soprattutto dopo aver rifiutato un governo di tutti (dopo le dimissioni di Renzi proponemmo il governo di responsabilità) proprio per costringere a rimanere al governo chi aveva perso il referendum. Cervollotico? No, molto lineare, fin troppo chiaro.

 

Nelle mani del Presidente della Repubblica

La Costituzione, non dimentichiamolo, assegna il compito di sciogliere anticipatamente le Camere al Presidente della Repubblica, il quale però ha anche il primario compito e la responsabilità di verificare la presenza di una maggioranza e la formazione di un Governo.

Sarà questo secondo punto ad entrare nel dibattito e a perturbarlo ulteriormente: anche per questo motivo ritengo che le prossime settimane saranno dense di dichiarazioni strumentali che difficilmente Mattarellum-Sergio-Mattarella-770x513si potrebbero cogliere nella loro portata, se non riportandole a questa semplice disputa. Ovviamente anche il PD sarà attraversato da questo dibattito e ancora una volta, con questa chiave di lettura,  si potranno facilmente individuare i frenatori e i fautori del cambiamento. Subentreranno poi i fattori non prevedibili: economia, politica estera, immigrazione e tutto quello che rende l’agenda politica semplice, ma non prevedibile… Eppure le valutazioni sulla legge elettorale sono destinate a rimanere ben presenti nel dibattito dei prossimi mesi e a pesare in maniera determinante. 

Nel frattempo, al PD spetta la responsabilità e l’onore di legiferare e governare: ma è una responsabilità che non spaventa chi ha cultura di governo e anche ora è impegnato in numerosissimi provvedimenti, tra cui la conversione del “mille proroghe” e del decreto “tutela del risparmio”, la nuova legge sulla protezione civile, il cyberbullismo e tante altre. 

 

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