LEGA NORD, BASTA BALLE SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE

Ho letto con incredibile sorpresa uno strano comunicato stampa del mio collega Crosio, riguardante le votazioni della riforma costituzionale e nello specifico alcuni emendamenti da lui presentati concernenti il nostro territorio.

 

VOTAZIONE ART 30

 

A riguardo, tre punti veloci e il comunicato stampa che ho subito diffuso sui media locali:

  1. Il Governo non c’entra nulla: gli emendamenti sono giudicati dalla presidenza del Senato. Quelli presentati dal collega sono stati ritenuti inammissibili: in sostanza, non erano pertinenti ai temi trattati all’interno dell’articolo in votazione.
  2. Chi li ha ignorati, se caso, è stata la Lega Nord: prima li ha sepolti sotto altri 82 milioni di emendamenti, tra i quali alcuni che chiedevano l’equiparazione di province quali Isernia e Vicenza (ma non Sondrio!) a Trento e Bolzano, poi abbandonando i lavori e disertando le votazioni in Aula. Paradossalmente, se pure fossero stati ammissibili, non sarebbero comunque stati votati, perché il loro firmatario non era in Aula: vedi registrazione della seduta di giovedì 8 ottobre (votazione finale articolo 30).
  3. Come già avevo dichiarato lo scorso anno, nel corso della prima lettura in Senato, la presentazione di questi emendamenti è stata solo propaganda, uno specchietto per le allodole per cercare di mascherare il fatto che, dopo anni di Governi forza-leghisti che hanno reso il nostro territorio sempre più marginale, è stato il Partito democratico a riconoscere la “specificità” della Valtellina e la Valchiavenna.

 

Il mio comunicato stampa (versione .pdf)

Gli emendamenti sulla provincia di Sondrio, tanto sbandierati, erano inammissibili: sono stati esclusi dalla Presidenza del Senato perché non erano pertinenti a quanto veniva discusso. Insomma, uno specchietto per le allodole che infatti è stato agitato solo sulla stampa locale, pensando di poter raccontare le solite balle ed esser creduti!

E’ stata la stessa Lega Nord ad ignorarli: prima li ha seppelliti sotto altri 82 milioni di emendamenti, e poi è stata assente (Crosio compreso!) sia ieri che oggi da tutte le votazioni.

Basta con le sceneggiate e gli slogan! Per vent’anni hanno venduto illusioni su secessione e autonomia per ottenere visibilità, ottenendo in cambio per il nostro territorio di renderci sempre più irrilevanti, a Milano e a Roma: la buona politica è quella che conta e fa contare.

Su questo fronte invece si registrano grandi soddisfazioni: si conferma in Costituzione quanto sono riuscito ad inserire nella prima lettura, ovvero la salvaguardia della legge Delrio e della specificità montana, cui si aggiunge l’emendamento approvato sul “regionalismo differenziato”.

Spero che da questo momento anche chi ha responsabilità istituzionali a livello locale ed ha fin qui esitato, si dia da fare per stare al passo con le riforme e cogliere appieno, sostenendola nei fatti, la storica opportunità del riconoscimento della specificità montana.

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