“Reinventare il capitalismo con l’economia positiva” è l’ambizioso tema di cui abbiamo discusso oggi alla Camera, in un bellissimo convegno che potete rivedere integralmente nella registrazione effettuata a cura della Camera dei Deputati. L’iniziativa è partita dall’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà e dal suo presidente, Antonio Palmieri, con l’obiettivo di confrontarsi sui modelli di sviluppo economico a medio-lungo termine.

 

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Un ruolo da leone lo hanno svolto le esperienze dirette di società benefit: come poteva non essere altrimenti? Dopo che diversi imprenditori hanno raccontato la loro esperienza come bcorp, è toccato a me mettere sul tavolo alcuni temi di sviluppo futuro del modello. In particolare ho ritenuto interessante sottolineare che indicare nell’oggetto sociale uno o due obiettivi di benefici comuni che l’azienda intende raggiungere significa riconoscere il valore di quelle aziende che fanno già questo tipo di lavoro. Insomma, paradossalmente anche una tutela contro eventuali azionisti che vedono in questo un tradimento dell’obiettivo principale del fare profitto.

Per chi volesse ulteriormente approfondire, segnalo l’ottimo articolo che la rivista “Vita” ha dedicato  al convegno.

L’obiettivo è ambizioso, ma non più differibile: riprogrammare geneticamente l’impresa, restituendole le originali funzioni. Lo spiega bene questo video:

L’interesse che stanno suscitando le società benefit in tutta Italia è un chiaro indicatore di come sia avvertita, da molte parti, la necessità di cambiare l’attuale paradigma di sviluppo e rimettere al centro il “valore sociale” dell’impresa: dopo le due tappe di Milano e il primo launch-test bolognese, anche a Roma l’attenzione su queste tematiche è sempre più alta: non è un caso che pochi giorni anche il quotidiano Avvenire mi abbia intervistato su questo tema.

 

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