Politica ed economia in Ezio Vanoni. Riflessioni a 60 anni dalla morte

“Ricordiamo oggi un grande Italiano, uno studioso competente e illuminato, un uomo giusto e mite, buono, dal pensiero profondo e rigoroso che sapeva cogliere l’ampiezza dei grandi principi, la profondità dei grandi progetti e metterli alla prova fino all’analiticità dei bilanci e delle singole voci di spesa e soprattutto della quotidianità dei fatti. Lo ricordiamo infatti oggi nel giorno e nel luogo in cui pronunciò il suo ultimo discorso in aula, una sorta di testamento politico e umano: morì infatti 60 anni fa in Senato nel pomeriggio del 16 febbraio 1956, a soli 53 anni.”

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Ho aperto così il convegno organizzato dal Gruppo PD al Senato in ricordo di Ezio Vanoni, con un po’ di emozione visto l’onore di trovarmi a ricordare un concittadino tanto illustre in compagnia di ospiti di altissimo profilo, su tutti il Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, l’ex ministro del Tesoro Piero Barucci (ascolta qui il suo intervento) e il viceministro dell’Economia Enrico Morando. Tutti hanno ricordato con me la grandezza della figura di Vanoni e la grandissima attualità del Codice di Camaldoli, da lui scritto con gli altri morbegnesi Saraceno e Paronetto, che ancora oggi attira tanto interesse anche da parte dei giovani.

image005Giorgio Napolitano, nel suo accorato intervento, ha ricordato “la passione straordinaria con cui ha battuto il paese per spiegare le sue idee, fatica che forse gli fu fatale” e il suo ultimo discorso, in cui disse: “noi possiamo risolvere gran parte dei problemi del nostro paese, e li risolveremo nella misura in cui sapremo chiedere ad ognuno la sua parte di sacrificio proporzionata alla sua capacità disopportazione.”

I presenti hanno potuto ascoltare anche gli interventi Alfonsina Pizzatti (direttrice del Corriere della Valtellina, il giornale che ha ospitato moltissimi scritti di Vanoni), di Giorgio Tonini (presidente della Commissione Bilancio) e di Claudia Rotondi (professoressa alla Cattolica di Milano).

Noi sappiamo che qualunque cosa facciamo, non riusciremo a guarire i mali del mondo, ma è nostro dovere operare con tutte le nostre forze per venire incontro alle necessità di tutti coloro che soffrono nel nostro Paese. (E. Vanoni)

La sala era gremita di personalità istituzionali (su tutte, la vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli, e il sottosegretario Benedetto Della Vedova) e di amministratori locali, oltre che dai famigliari di Vanoni. image1Un partecipazione che non mi ha stupito, conoscendo l’affetto che ancora lega moltissime persona alla sua figura: un affetto che non è un semplice orgoglio localistico, ma la testimonianza viva di come gli insegnamenti di Vanoni siano in grado, ancora oggi, di offrire molte analogie e spunti preziosi per il presente.

A cura dell’Ufficio Studi dei Senatori PD è stato redatto un apposito opuscolo sul convegno, che contiene alcuni scritti inediti di Vanoni ed è scaricabile cliccando qui.

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